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Primavera Silenziosa #2

Gli insetticidi

Buonasera lettori, 
avete già comprato il libro di Rachel Carson "Primavera Silenziosa"? 

Addentrandoci nella lettura, in particolare nel secondo capitolo, si parla di insetticidi. 


Una delle prime informazioni che si studia riguardo ai fitofarmaci in generale, è questa: 

Sfortunatamente la selettività dei pesticidi per le specie bersaglio non è così alta come si potrebbe sperare per cui, spesso specie non bersaglio vengono intossicate in quanto possiedono sistemi fisiologici e/o biochimici simili a quelli degli organismi bersaglio. 
Non esiste un pesticida completamente sicuro. 


Gli insetticidi colpiscono sia gli insetti "buoni" che quelli "cattivi"
[...] che impediscono agli uccelli di cinguettare ed ai pesci di guizzare nei fiumi e nei torrenti, che coprono ogni foglia d'una pellicola mortale e si depositano al suolo. Tutto ciò nell'unico intento di distruggere poche specie di gramigna e di parassiti.
La dottoressa Carson afferma, giustamente a parer mio, che i metodi da adottare non devono comportare la nostra distruzione oltre a quella degli insetti. 
E comunque, il "problema insetti" nasce da quando è nata la monocoltura. Questo sistema favorisce l'esplosione numerica di particolari specie di parassiti.  
Normalmente la natura mantiene ogni specie entro i giusti limiti. Come? Con la varietà di paesaggio; esiste solo un certo numero di habitat adatti ad ogni specie. 

Anche l'importazione di piante è stato il principale fattore determinante dell'attuale diffusione delle specie, dato che, con esse, sono stati trasportati anche gli organismi che vi vivevano a loro spese. 


Oggi ogni essere umano è sottoposto al contatto di pericolose sostanze chimiche, dall'istante del concepimento fino alla morte. 

I pesticidi sono conosciuti e usati da molto tempo, prima si usavano quelli di origine naturale: zolfo, rame, arsenico, stricnina, piretro, rotenone, azodiractina. 
Poi dal 1930 si usarono quelli di sintesi, a partire dal DDT, parathion, carbaril, ecc. 
E non pensiate che naturale sia sinonimo di sicuro: l'arsenico, che si trova nella fuliggine dei camini e messo in rapporto con l'insorgenza del cancro, è stato il primo cancerogeno (o sostanza che provoca il cancro) riconosciuto pubblicamente. 

Gli insetticidi si suddividono in vari gruppi chimici: 
  • Organoclorurati: a loro volta suddivisi in 
- derivati del diclorodifeniletano: DDT, DDD, dicofol, pertano;
- ciclodieni: aldrin, dieldrin, eptaclor, clordano, endosulfano;
- derivati clorurati del benzene e cicloesano: HCB, HCH, lindano
  • Anticolinesterasici: 
- esteri organofosforici: parathion, malathion, dimetoato;
- carbammati: carbaril, propoxur, carbofuran
  • Piretroidi: 
  • Altri: nicotina, rotenoidi

Nello scorso post, ho già accennato alle proprietà ed effetti del DDT, ora posso aggiungere che si tratta di un composto ben assorbito se ingerito (via orale) ma è scarsamente assorbito attraverso la pelle. 
Viene metabolizzato molto lentamente dai mammiferi poiché possiedono scarse capacità di declorazione e questo favorisce il bioaccumulo nella catena alimenare. 
Anche la lenta eliminazione (1% al giorno) favorisce l'accumulo e spiega la comparsa di effetti tossici a distanza di tempo. 
Il DDT si accumula in tessuti ricchi di lipidi (fegato, rene, tessuto adiposo e tessuto nervoso) e può succedere infatti che, in periodi particolari della vita (dieta, allattamento, letargo, malattia) quando cioè si utilizzano i grassi, vengano rilasciate quantità anche pericolose di DDT. 

Secondo varie ricerche, le persone che non sembrano esposte agli effetti del DDT (tranne quelli inevitabili dovuti all'alimentazione) registrano un accumulo medio di 5,3 ppm, con punte di 7,4; i lavoratori agricoli arrivano a 17,1 e gli operai delle fabbriche che conducono insetticidi a ben 648 ppm. 

Ora però devo darvi una bella notizia che riguarda tutta la classe degli organoclorurati. 
A causa della loro elevata tossicità, il loro uso è attualmente vietato nei paesi occidentali. In Europa è vietato dal 1978. 
Però ricordate anche quello che dicevamo nello scorso post riguardo al fatto che, seppure si vieta nel proprio paese ma si vendono in zone in via di sviluppo, il nostro pianeta è uno solo quindi, in qualche modo potrebbe tornare a noi. 





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