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Per un’ora d’amore - Piegiorgio Pulixi

 Per un’ora d’amore

Piergiorgio Pulixi
Nero Rizzoli, 2024
330 pagine
I canti del male #7
⭐⭐⭐⭐☆ (4/5)



🖋️ Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982 ed è oggi considerato una delle voci più interessanti del noir italiano contemporaneo. Ha iniziato la carriera letteraria come parte del collettivo di scrittura Sabot, fondato da Massimo Carlotto, e da lì ha sviluppato una solida produzione narrativa che spazia dal noir alla serie poliziesca.

Nel corso degli anni ha esplorato temi profondi e attuali attraverso trame avvincenti e personaggi ricchi di sfaccettature psicologiche: dalla saga del commissario Biagio Mazzeo alla serie I canti del male, in cui Per un’ora d’amore si inserisce come uno degli ultimi capitoli.

La sua scrittura, pur dentro il genere giallo/noir, non si limita mai alla pura suspense: indaga le pieghe dell’animo umano, le fragilità dei suoi personaggi e le inquietudini della società contemporanea.



Considerando parte integrante del ciclo anche i due romanzi dedicati a Vito Strega, scritti da Pulixi per un’altra casa editrice, Per un’ora d’amore si colloca come settimo romanzo della serie I canti del male.

I canti del male è un ciclo noir ampio e stratificato, che attraversa quasi dieci anni di scrittura e più case editrici, mantenendo però una forte coerenza tematica. Nel corso della serie, Piergiorgio Pulixi indaga il male come fenomeno collettivo e culturale, dando vita a romanzi che dialogano tra loro come i movimenti di un’unica partitura. Ogni libro è un “canto” autonomo, ma contribuisce a un disegno più grande, in cui tornano personaggi, ossessioni e soprattutto una riflessione costante sulla violenza, sull’odio e sulle relazioni distorte.


Ordine di lettura:

  1. Il canto degli innocenti

  2. La scelta del buio

  3. L’isola delle anime

  4. Un colpo al cuore

  5. La settima luna

  6. Stella di mare

  7. Per un’ora d’amore

  8. L’uomo dagli occhi tristi





Filippo, detto Pippo, ha tre anni ed è uno dei tanti bambini che, da un giorno all’altro, si ritrovano orfani in seguito al brutale omicidio della madre. Come spesso accade in questi casi, viene affidato temporaneamente al nonno.

Donata, sua madre, è stata uccisa in modo crudele e simbolico: vestita da sposa, come se la violenza avesse voluto travestirsi da amore.

Italo Seu, padre di Donata e nonno di Pippo, lascia la sua casa in Sardegna e vola a Milano, la città in cui la figlia viveva con il bambino. Disorientato e incapace di accettare una perdita tanto assurda, chiede aiuto a Bepi Pavan, membro della SIS, l’unità speciale guidata da Vito Strega. Da qui prende avvio un’indagine che affonda nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi e dell’odio che si nasconde dietro le parole dell’amore.





I personaggi ricorrenti della serie sono Bepi Pavan, Vito Strega e Eva Croce. Rais, invece, compare solo brevemente: il suo ruolo è necessariamente ridotto in seguito agli eventi del romanzo precedente. Nell’ombra si muove la stalker di Vito Strega, una figura ossessiva e pericolosa che porta avanti, con pazienza e crudeltà, un piano pensato per eliminare ogni rivale.



Per un’ora d’amore è un romanzo che fa rabbia e paura, perché racconta una violenza vigliacca e codarda. Viene alla luce un sistema criminale la cui base poggia su un forum di incel, odiatori di donne nel deep web: una presenza che fa davvero paura proprio perché è terribilmente verosimile. Non è un’invenzione estrema, ma qualcosa che sappiamo esistere, e questo rende la lettura ancora più disturbante.

E poi c’è Milano, che, come tutte le grandi città, mostra le ferite di mala gestione, disuguaglianze crescenti e tensioni sociali sempre più marcate. Come scrive Pulixi:

Milano si stava incattivendo. L’inasprirsi delle differenze sociali, l’accentuarsi di diseguaglianze economiche sempre più marcate, sommate alla mancanza di politiche a sostegno delle fasce più deboli, la stavano portando al punto di rottura. A partire dall’Expo, la metropoli si era sviluppata sotto ogni profilo a un ritmo troppo vertiginoso. A pagare il prezzo di quella crescita ipertrofica erano stati i cittadini con meno risorse, che avevano visto il costo della vita schizzare alle stelle. Molti residenti avevano abbandonato la città, non riconoscendosi più in essa. I politici avevano promesso di intervenire per calmierare i prezzi, rendere l’area metropolitana più protetta e garantire le stesse opportunità, propositi ai quali non era seguito alcun cambiamento sensibile, se non in peggio. La sicurezza dei cittadini non era mai stata una priorità, al contrario di quella dei capitali e degli investimenti. Non bastasse, tutti sembravano essersi dimenticati delle periferie. E i ragazzi dei sobborghi, affamati, arrabbiati e stanchi di accontentarsi delle briciole, avevano preso ad aggirarsi per il centro come coyote famelici in cerca di facili prede. Pandemia da Covid-19 e conseguente recessione economica non avevano di certo aiutato. Anzi: la povertà aveva alimentato l’odio, e l’odio, a propria volta, aveva esacerbato le tensioni razziali mai risolte.

Sul fronte investigativo, l’enorme task force che si occupa delle aggressioni – oltre quarantadue casi – restituisce un senso di impotenza: nonostante l’impegno di Strega e Pavan, il colpevole (o i colpevoli) sembra sempre sfuggire. Anche il caso di Donata, ormai freddo dopo otto mesi, torna a pesare quando il vicequestore intuisce che la chiave potrebbe trovarsi nella vita precedente della donna, in Sardegna.

Ho apprezzato molto l’approfondimento su Bepi Pavan: qui perde i tratti più macchiettistici e diventa un personaggio più intenso e umano. Scopriamo qualcosa del suo passato e delle origini del suo rapporto problematico con il cibo. Resta un poliziotto dedito al lavoro, dal cuore tenero, profondamente affine a Strega.

Nell’ombra continua ad agire anche la stalker di Strega, che individua in Eva una nuova minaccia. La sua identità viene svelata solo nel finale, con una promessa esplicita di ritrovarla nel prossimo capitolo della serie.

Dal punto di vista emotivo, mi è mancata molto Mara, ma ho la sensazione che il prossimo romanzo tornerà a intrecciarsi con la Sardegna. Resta aperta anche la questione dei rapporti personali: non so se la storia con Croce andrà avanti o se Eva, scoprendo la verità e le bugie raccontate dal vicequestore, finirà per allontanarsi. Non credo però che reagirebbe come Mara: Eva è abituata a cogliere le sfumature. E quando le due si scontreranno – perché è inevitabile che accada – questo potrebbe spingerla ancora più vicino a Strega.



Nei romanzi di Pulixi vengono spesso citate canzoni e musiche che mi piace ascoltarle per immergermi ancor di più nella storia e raccoglierle in playlist su Spotify. Ti lascio il link se vuoi ascoltare le canzoni citate in questo romanzo.



Ho recensito anche il libro precedente, Stella di mare.







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