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La mia Ingeborg - Tore Renberg

 La mia Ingeborg



Tore Renberg

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Fazi

2024

180 pagine

3,5/5 ⭐



📌Tore Renberg

Tore Renberg è uno scrittore norvegese contemporaneo nato nel 1972 a Stavanger, una città nel Sud-Ovest della Norvegia.

Fin dal suo debutto nel 1995 con la raccolta di racconti Sovende floke (per la quale vinse la Tarjei Vesaas’ debutantpris), Renberg si è imposto come una voce versatile e originale della narrativa nordica, muovendosi con disinvoltura tra romanzi per adulti, storie per giovani lettori, sceneggiature cinematografiche e opere teatrali.

È uno degli autori norvegesi più popolari e apprezzati dalla critica, con le sue opere tradotte in molte lingue e un pubblico internazionale in crescita.


🎵 Dal rock alla letteratura

Una curiosità interessante: oltre alla scrittura, Renberg è anche musicista. Ha fatto parte di gruppi musicali, tra cui il gruppo Lemen, dove era il cantante. Tra i membri c’era anche Karl Ove Knausgård, noto scrittore norvegese, come batterista.
Questa esperienza artistica multidisciplinare si riflette in molti aspetti della sua narrativa: ritmo, voce interiore e intensità emotiva sono tratti distintivi del suo stile.


🏆 Riconoscimenti e premi

📚 La mia Ingeborg (Tollak til Ingeborg in originale) è uno dei romanzi più acclamati di Renberg e ha raccolto numerosi riconoscimenti:

  • Miglior libro dell’anno per i librai norvegesi (Un importante attestato di apprezzamento nel mercato letterario nazionale).

  • Finalista del Premio Strega Europeo 2024, nella cinquina dei libri selezionati per questa prestigiosa versione “internazionale” del celebre premio italiano.

Oltre a questo titolo, alcune delle sue opere precedenti — in particolare Tollak til Ingeborg — hanno vinto premi significativi in Norvegia, come il Norwegian Booksellers’ Prize, e sono state finaliste per altri premi nazionali, tra cui il listener prize e il blogger prize.


📖 Perché è un autore interessante

✔️ Le opere di Renberg esplorano spesso rapporti umani intensi, psicologie complesse e tensioni morali, con una scrittura capace di alternare intimità emotiva e forza narrativa.
✔️ La sua versatilità — tra romanzi seri, storie per ragazzi e progetti teatrali/filmici — lo rende un nome di spicco nella letteratura scandinava contemporanea.



Ingeborg è una donna molto amata da familiari e amici. Suo marito, Tollak — colui che racconta la storia — è un uomo introverso, che ha sempre brillato di luce riflessa. O forse, più che brillare, ha solo emanato un pallido scintillio.
Ora che Ingeborg è scomparsa, il suo mondo è crollato: i figli se ne sono andati, nessuno va più a trovarlo, lui beve e si trascura. Ripensa alla sua Ingeborg, alla vita che hanno condiviso, all’uomo, al marito e al padre che è stato. Fino a una rivelazione per i lettori e, in seguito, i figli, a cui rende impossibile ogni reale riconciliazione: perché ci sono segreti che non possono essere compresi, o peggio, perdonati.

Quello a cui molti vorrebbero fare la pelle, quello che tanti brucerebbero sul rogo, quello che tanti ritengono malvagio, quello che non hanno liquidato per un'unica ragione: perché aveva una moglie di cui tutti pensavano un gran bene, una donna che diffondeva energie positive ovunque andasse, una che piaceva tanto a tutti, una donna che, in maniera inspiegabile, si era messa con uno che chiamavano:
Tollak di Ingeborg.

Quello raccontato è un amore malato, totalizzante e il ritratto di un uomo che non ha più nulla da perdere. Un uomo che vive — e ha vissuto — nel risentimento, incapace di accettare un mondo che cambia, che si evolve, capace di amare una sola persona, o forse solo convinto di farlo.

Da lettrice abituale di gialli e noir, dove spesso la vittima è una o più donne, questo romanzo è stato per me una sorpresa. A parte Delitto e castigo — dove però la colpa è dichiarata fin dall’inizio — non mi era mai capitato di leggere una storia raccontata dal punto di vista di uno dei tanti uomini che riempiono le cronache degli ultimi decenni: uomini che credono di amare, che si lasciano travolgere da una furia cieca, e per i quali la colpa non è mai propria, ma sempre degli altri, o delle vittime stesse.

Tu sapevi sempre cosa fare.
Te l'ho detto troppo raramente e me ne pento. Non sono molte le cose di cui mi pento, perché il rimorso non cambia il passato e noi siamo quello che siamo, noi esseri umani.
Avrei dovuto dirtelo, più spesso, che ai miei occhi eri unica, tu che sapevi sempre trovare una soluzione a tutto.

La mia Ingeborg è una lettura disturbante e necessaria, che lascia domande aperte e non offre consolazioni.
Se amate i romanzi che scavano nelle zone d’ombra e non semplificano la realtà, questo libro merita di essere letto.



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