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Il Pericolo Senza Nome

Il pericolo senza nome

Agatha Christie
Traduzione di Laura Garsin
1932
Mondadori
240 pagine
Audiolibro letto da Daniele Ornatelli della durata di 5 h 41 minuti
5/5 ⭐

Agatha Christie , la regina del giallo.

Anche quando scrive in un’epoca attraversata da crisi enormi — la Grande Depressione, l’ascesa dei totalitarismi, le tensioni europee — nei suoi libri queste realtà rimangono spesso sullo sfondo.

In Agatha Christie il centro non è quasi mai la denuncia sociale o la riflessione politica, ma soprattutto: la psicologia umana; il piacere dell’enigma; l’intrattenimento narrativo. I suoi romanzi funzionano perché osservano molto bene passioni e debolezze universali: avidità, orgoglio, invidia, paura, desiderio di libertà, bisogno di riconoscimento. Anche nei contesti più eleganti e apparentemente tranquilli, Christie mostra quanto le persone possano mentire, manipolare o distruggersi a vicenda.

Hercule Poirot si ritira in Cornovaglia per una meritata vacanza, ma non c’è pace per le sue cellule grigie: i guai sembrano seguirlo fin lì. Dopo essere stato testimone di un tentato omicidio ai danni della giovane Nick (Nietta in alcune edizioni) Buckley, Poirot resta colpito dalla sorprendente leggerezza con cui la ragazza sembra affrontare l’accaduto.

A raccontare la storia è il capitano Hastings, fedele amico di Poirot e personaggio che, grazie alla serie televisiva, adoro. Come spesso accade, è più impulsivo e romantico del detective. Non ci azzecca mai, ma aiuta Poirot a ragionare, gli fornisce una spalla solida su cui contare ed è tremendamente tenero.

Poirot era fedele al caffè e latte per la colazione della mattina. Diceva che la vista delle uova, del prosciutto, del burro e d’altre cose che ornavano il vassoio della mia colazione lo stomacava; così si faceva servire il caffè e latte nella sua camera. Dopo aver fatto la mia copiosa colazione, entrai da lui, la mattina del lunedì, e lo trovai avvolto in una veste da camera elegantissima e piuttosto sgargiante.

In casa di Nick, detta End House (Casa Solitaria o La Scogliera), sono ospiti vari parenti e amici, tra cui Maggie Buckley, cugina di Nick, più riservata e tranquilla. La sua presenza diventa importante nel corso della vicenda ed è il motivo per il quale Poirot inizia a indagare con maggior scrupolo e preoccupazione.

Frederica “Freddie” Rice è amica di Nick. È separata dal marito e vive una situazione personale piuttosto complicata. Jim Lazarus è un ricco uomo d’affari australiano, innamorato di Freddie. Il comandante George Challenger si unisce alla compagnia in seguito. È una figura eccentrica e superstiziosa, oltre che uno dei corteggiatori di Nick.

Christie riesce sempre a rendere vividi i suoi paesaggi, tanto che il lettore si sente immerso completamente nella storia:

Uscimmo dal cancello dell'albergo e voltammo a destra, lungo la strada in salita. Giunti in cima alla collinetta, trovammo un viottolo. Sul muricciolo c'era un cartello che portava l'indicazione: ALLA SCOGLIERA. Il sentiero era breve, voltava bruscamente, e ci trovammo davanti a un cancello che aveva bisogno di una buona mano di vernice. Al di là di esso, a destra, c'era una casetta linda che contrastava con la trasandatezza del cancello e del largo viale invaso dalle erbacce. Il piccolo giardino che circondava la casetta era ben tenuto, le finestre erano dipinte di fresco, e, dietro i vetri lucenti, si vedevano le tendine bianche, ben stirate e inamidate.

In questo romanzo, come dicevo, siamo in un ambiente vacanziero e privilegiato; i personaggi appartengono quasi tutti all’alta borghesia o comunque a una classe agiata; ville, eredità, viaggi, relazioni sociali e pettegolezzi contano molto più del contesto storico. È come se Christie costruisse una sorta di “microcosmo chiuso”, quasi sospeso dal mondo reale. Il giallo classico inglese funziona spesso così: l’ordine sociale viene temporaneamente turbato dal delitto, ma il caos esterno resta fuori dalla porta.

Ormai sono una lettrice consolidata dei gialli di Agatha Christie: ne ho letti e riletti almeno una ventina e non trovo mai l’assassino. Forse neppure mi interessa, nonostante zia Agatha si divertisse a disseminare di indizi i suoi romanzi. Preferisco lasciarmi trasportare dall’investigazione e dai ragionamenti di Poirot e mi sento un po’ Hastings nello stupore del colpo di scena finale.


📚 Se ti va di continuare il viaggio con Agatha Christie

Puoi trovare qui le mie altre recensioni:

Altri gialli di Christie arriveranno presto: ormai è diventata una compagnia fissa tra le mie letture.



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