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Un messaggio dagli spriti - Agatha Christie

Un messaggio dagli spiriti

Agatha Christie
1931
272 pagine
Mondadori
Ascoltato in audiolibro: 8 h 11 min – letto da Alberto Onofrietti
5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


1931: dopo anni difficili, segnati da lutti, scandali e dalla misteriosa scomparsa del 1926, Agatha Christie ha trovato finalmente un nuovo equilibrio.

Nel 1930 ha sposato l’archeologo Max Mallowan, compagno di vita e di passioni, con cui condivide viaggi, scavi e un rinnovato entusiasmo per il mondo.

È l’inizio di una fase più serena e consapevole: non una felicità ingenua, ma quella, più profonda, di chi ha attraversato il buio ed è riuscito a ricominciare.

Sposa un archeologo: più invecchi, più diventi interessante per lui.



Siamo in un piccolo paesino di montagna, isolato dalla neve, in mezzo alla brughiera. A Sittaford House la signora Willett e sua figlia, venute dal Sudafrica per godersi il paesaggio invernale, invitano spesso i vicini a fare salotto. Un pomeriggio gli ospiti decidono di tenere una seduta spiritica ed è così che vengono avvertiti che il capitano Trevelyan, proprietario della casa, ritiratosi in una vicina cittadina, è stato ucciso. Il maggiore Burnaby, amico del capitano, si precipita da lui e scopre realmente il suo cadavere.

Il romanzo si apre con una seduta spiritica, un elemento tutt’altro che casuale. Nei primi decenni del Novecento, infatti, lo spiritismo era largamente diffuso e le sedute rappresentavano insieme un passatempo da salotto e un fenomeno preso molto sul serio. Dopo il trauma della Prima guerra mondiale, il desiderio di entrare in contatto con i defunti si era fatto ancora più forte, contribuendo a rendere queste pratiche estremamente popolari. Christie attinge così a un immaginario familiare ai suoi lettori, sfruttandone la carica suggestiva per costruire un’atmosfera sospesa tra inquietudine e razionalità, dove il confine tra ciò che appare soprannaturale e ciò che può essere spiegato diventa subito il cuore del mistero. Chiaramente, gli spiriti in questa storia non c’entrano nulla.

Chi indaga? I casi risolti da investigatori dilettanti sono i miei preferiti e qui, infatti, non troviamo né Hercule Poirot né Miss Marple.

A indagare è soprattutto Emily Trefusis, una giovane donna brillante, determinata e molto intraprendente. Non è una detective di professione, ma si muove con intelligenza e ostinazione per scagionare il fidanzato, ingiustamente sospettato. Parallelamente agisce l’ispettore Narracott, che rappresenta l’indagine ufficiale: fedele alle prove, segue una linea prudente e lo sviluppo degli indizi lo conduce a Brian Pearson, portandolo a considerarlo il principale sospettato.

Emily, invece, come tutte le eroine intraprendenti dei romanzi di Christie, è carismatica e intelligente, capace di portare avanti l’indagine con iniziativa personale fino a risolvere il caso. La sua motivazione è strettamente personale e sentimentale: il suo intervento nasce dal desiderio di dimostrare l’innocenza del fidanzato. È quindi l’amore a innescare l’indagine, rendendola molto più coinvolta rispetto a un detective “neutrale”.

Accanto a lei c’è anche un altro personaggio fondamentale, il giornalista Charles Enderby, la cui ammirazione per Emily cresce sempre più. La sostiene e la aiuta concretamente nelle indagini, anche con l’obiettivo di costruire un caso interessante per la sua carriera. La dinamica è interessante perché crea una sorta di triangolo leggero: da un lato il legame affettivo che muove Emily, dall’altro la presenza di Enderby, che unisce collaborazione investigativa e interesse personale.

❄️ L’ambientazione chiusa e isolata
Il romanzo si sviluppa tra due piccoli villaggi del Devon, immersi in un paesaggio invernale isolato e quasi sospeso. Le due case principali, una per ciascun villaggio, diventano i poli attorno a cui ruota il mistero: in una si svolge la seduta spiritica, nell’altra avviene l’omicidio. La neve abbondante e le difficoltà negli spostamenti contribuiscono a creare un senso di isolamento totale, tipico del “giallo a porte chiuse” caro ad Agatha Christie.

La domanda cruciale è questa: se l’assassino era presente alla seduta spiritica, come ha fatto ad arrivare a Exhampton per uccidere il capitano?

In questo spazio ristretto si muovono poche persone, tutte potenzialmente coinvolte, e il campo del sospetto si restringe progressivamente fino a concentrarsi su un unico possibile colpevole. L’ambientazione non è solo un fondale suggestivo, ma uno strumento narrativo preciso: limita i movimenti, intensifica la tensione e rafforza l’idea che la verità sia nascosta proprio all’interno di un microcosmo chiuso, dove nulla e nessuno può davvero sfuggire all’indagine.


Il maggiore Burnaby calzò gli stivali di gomma, si allacciò fino al collo il cappotto, prese da uno scaffale vicino alla porta una potente lampada ad acetilene, aprì con cautela la porta di ingresso della sua villetta e occhieggiò fuori.

La scena che si presentò ai suoi occhi era quella di una tipica campagna inglese come viene rappresentata dalle illustrazioni dei cartoncini natalizi o come la descrivono i melodrammi all’antica.

C’era neve dappertutto, alta, a mucchi irregolari a seconda del soffiare del vento: non si trattava soltanto di una spruzzatina alta pochi centimetri. Negli ultimi quattro giorni su tutta l’Inghilterra aveva continuato a cadere la neve e quassù, ai margini della zona di Dartmoor, aveva raggiunto un’altezza di un metro e anche più.

So che non è piaciuto a tutti, ma io lo considero uno dei migliori e mi sento davvero di consigliarvelo.
Mi piacerebbe sapere la vostra opinione, se e quando deciderete di leggerlo. ✨

Sempre e per sempre buone letture,

I.


Se ti piacciono i libri di Agatha Christie, ho letto e recensito anche questi romanzi:

L'Uomo vestito di marrone

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