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Resta con me - Tami Oldham Ashcraft

 

Resta con me

di Tami Oldham Ashcraft e Susea McGearhart
Traduzione di Seba Pezzani
2018, HarperCollins Italia
336 pagine
⭐ 5/5

Tami Oldham Ashcraft non è una scrittrice di professione, ma la protagonista reale di questa storia: una giovane donna che si ritrova ad affrontare un’esperienza estrema in mare, poi trasformata in racconto autobiografico.

A dare forma narrativa al suo vissuto è Susea McGearhart, che lavora sulla testimonianza rendendola accessibile e coinvolgente per il lettore.

Per qualche anno, d’estate, mi piaceva l’idea di leggere libri ambientati al mare: è così che mi è capitata tra le mani questa storia che, sì, è ambientata in mare, ma di estivo e rilassante non ha proprio nulla. Magari è proprio per questo che ho deciso di smettere 😅

È la storia vera di Tami Oldham Ashcraft e del suo fidanzato, entrambi skipper professionisti, che nel 1983 si trovano ad affrontare una drammatica esperienza: 41 giorni alla deriva nell’Oceano Pacifico, a bordo di uno yacht a vela gravemente danneggiato da un uragano. Un viaggio che sarebbe dovuto essere semplice – da Tahiti a San Diego – si trasforma così in una prova estrema di sopravvivenza: poca acqua, poco cibo, strumentazione fuori uso (compresa la radio!) e solo resistenza e determinazione.
Il libro alterna i momenti nella desolazione dell’incubo in mare al racconto della vita di Tami prima di questo viaggio: come ha scelto il mare, come ha incontrato Richard e come tra loro è nata una relazione.

Quando udii il rumore metallico dell’ancora che sbatteva contro la prua, mi girai verso Richard. Con un gesto plateale mi incitò: «Andiamo!». Inserii la marcia. Spinsi in avanti la manetta del gas, l’Hazana guadagnò velocità e noi uscimmo dal porto di Papeete, sull’isola di Tahiti. Erano le 13.30 del 22 settembre 1983. Di lì a un mese saremmo rientrati a San Diego, in California.

Nel libro vengono utilizzati molti termini nautici legati alla barca a vela, anche piuttosto tecnici, che alcuni lettori non hanno apprezzato perché possono rallentare la narrazione. Io, invece, sono una lettrice che ama imparare anche attraverso le storie e mi sono divertita a cercare significati, video e approfondimenti. Si piange e ci si emoziona comunque; questo aspetto, però, non è stato apprezzato da un’altra fetta di lettori: forse qualcuno si aspettava un manuale, un diario di bordo o un classico romanzo d’avventura. Tenete presente che si tratta di un memoir.

Io sono rimasta accanto a Tami per tutto il tempo, con il cuore in mano. La speranza, la solitudine, il dolore, la fame, la sete, perfino le allucinazioni: ho vissuto ogni singola emozione insieme a lei.

Ci sono state anche reazioni umane che mi hanno lasciata perplessa: mi sarei aspettata un pizzico di comprensione e umanità in più, soprattutto al ritorno a casa. Un esempio è la coppia proprietaria dell’Hazana, lo yacht, che mi è sembrata più preoccupata per la barca che per lei, sopravvissuta.

Mi asciugai le lacrime dal viso con le dita e leccai le goccioline. Con un respiro profondo fissai la tormentina, che si era afflosciata sul palo dritto. Che senso aveva? Forse avrei fatto meglio a lasciarmi cadere in acqua come era successo alla vela di mezzana e farla finita. Ma avevo una gran voglia di effettuare la prima osservazione del sole della giornata. Guardai l’orologio da polso: erano quasi le 9.00. Scesi sottocoperta e presi matita, carta e sestante.

All’interno del libro sono presenti anche alcune fotografie di Tami, dello yacht e del viaggio, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza di lettura e rafforzano il legame con la realtà della storia.

Da questo libro è stato tratto il film Adrift, diretto da Baltasar Kormákur, con Shailene Woodley e Sam Claflin.
C’è un’enorme differenza rispetto al libro, di cui non posso parlare per non rovinare la lettura, ma che risulta funzionale alla trasposizione cinematografica e non mi ha disturbata. Il film riesce comunque a trasmettere le emozioni della storia, anche se il libro, come spesso accade, regala qualcosa in più.



In generale, consiglio caldamente sia la lettura del libro che la visione del film.

Fatemi sapere se conoscevate questa storia o se avete pianto guardando il film. 

I. 

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