Passa ai contenuti principali

Pagina Facebook

FACEBOOK

Instagram

INSTAGRAM

I Cani di Riga - Henning Mankell

I cani di Riga

Henning Mankel

Kurt Wallander #2

Traduzione di G. Puleo

Marsilio

312 pagine

1992

4/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️



Henning Mankell (1948–2015) è stato uno degli autori più importanti del giallo nordico contemporaneo. Nato a Stoccolma, ha trascorso parte dell’infanzia nel nord della Svezia, un ambiente che influenzerà profondamente le atmosfere cupe e malinconiche dei suoi romanzi.

È noto soprattutto per la serie dedicata al commissario Kurt Wallander, ambientata nella cittadina di Ystad. Con questi romanzi ha contribuito a rinnovare il genere poliziesco, spostando l’attenzione dall’enigma alla dimensione sociale e psicologica: nei suoi libri, infatti, la Svezia appare lontana dall’immagine ideale di società perfetta, mostrando crepe, solitudini e tensioni.

Parallelamente alla scrittura, Mankell è stato anche uomo di teatro e ha lavorato a lungo in Africa, in particolare in Mozambico, esperienza che ha influenzato molte delle sue opere.


Dopo Assassino senza volto, ho letto anche il secondo libro, I cani di Riga, con protagonista il commissario Wallander.

Wallander è un investigatore profondamente umano, lontano dall’immagine dell’eroe infallibile. È un uomo stanco, spesso inquieto, che vive il suo lavoro più come un peso morale che come una vocazione gloriosa. Le indagini lo coinvolgono emotivamente e lo costringono a confrontarsi con una realtà sempre più complessa e difficile da comprendere.

Sul piano personale, emergono alcune fragilità: un rapporto complicato con la famiglia, una certa solitudine e una vita privata disordinata. Non è un personaggio “risolto”, ma anzi in continua tensione tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere.

Questo emerge anche nel rapporto con il padre, una figura ingombrante e difficile da decifrare, con cui condivide più somiglianze di quanto vorrebbe ammettere:

«Sua moglie lo aveva spesso accusato di essere ostinato ed egocentrico come suo padre.
Forse mi rifiuto di vedere la somiglianza, pensò.
Forse ho paura di poter diventare come lui? Cocciuto come un mulo che vede solo quello che vuole vedere?
Allo stesso tempo, era convinto che la testardaggine fosse una notevole risorsa per un poliziotto…»

Il loro è un legame fatto più di silenzi che di parole: comunicano poco, si fraintendono spesso, eppure tra loro esiste una forma di affetto trattenuto, quasi incapace di esprimersi apertamente.
Il padre, con il suo carattere rigido e le sue abitudini eccentriche, rappresenta per Wallander allo stesso tempo un peso e un punto di riferimento: una presenza che lo irrita, ma da cui non riesce davvero a staccarsi.

Ciò che lo rende particolarmente interessante è il suo sguardo sul mondo: Wallander percepisce che qualcosa sta cambiando nella società svedese, che la violenza non è più un’eccezione ma un segnale di trasformazioni più profonde. Questa consapevolezza lo accompagna nelle indagini e contribuisce a creare quell’atmosfera inquieta e riflessiva che caratterizza la serie.




12 febbraio 1991.
Vengono trovati due cadaveri in un canotto nelle acque tra Germania e Svezia. Sono uomini ben vestiti, ma non erano in crociera: qualcuno li ha uccisi e abbandonati in mare.
Si scopre che sono lettoni. Quando il maggiore Liepa, arrivato a Ystad per collaborare con Wallander, torna in patria per proseguire le indagini, viene assassinato.

E così Wallander parte per Riga.

Qui il romanzo fa un passo in più: l’indagine si trasforma in qualcosa di più complesso e instabile. La Lettonia è formalmente una repubblica, ma l’ombra dell’Unione Sovietica è ancora presente. Si vive “in punta di piedi”: ci si fida di pochi, si parla con cautela, e la verità sembra sempre sfuggire.

Wallander si muove in un contesto che non conosce, tra cospirazioni, silenzi e tensioni politiche. Il romanzo mescola investigazione e intrighi, costruendo un’atmosfera più cupa e ambigua rispetto al primo libro.

Forse è proprio questo il punto di forza: non solo capire chi ha ucciso, ma orientarsi in un mondo in cui le regole non sono più chiare.

Il romanzo mi è piaciuto perché le spy stories sono sempre molto intriganti, ma soprattutto per la componente storica che Henning Mankell riesce a restituire attraverso l’atmosfera: le persone, il nervosismo costante, i sotterfugi.
È un mondo in cui si vive quasi in apnea: il coprifuoco, l’urgenza di scoprire senza essere scoperti, la necessità di fidarsi di pochissimi. E, soprattutto, il desiderio semplice ma tutt’altro che scontato di riuscire a tornare a casa.


Avete mai visto la serie tv? Dove posso recuperarla?

Prossimo volume: La leonessa bianca.
Intanto, buona lettura!
I.


Commenti

Post popolari in questo blog

Il leone, la strega e l'armadio - Cronache di Narnia #1

📚 Il leone, la strega e l’armadio C.S. Lewis – Le Cronache di Narnia #1 – 1950 – 139 pagine – Mondadori Audiolibro  3h 44min (YouTube, letto da Gli Ascoltabili) ⭐️ 4/5 Clive Staples Lewis  nasce a Belfast nel 1898. Fu scrittore, accademico e teologo, docente di letteratura inglese all'Università di Oxford e poi a Cambridge. È noto soprattutto per la sua opera di apologetica cristiana ( Mere Christianity ,  Le lettere di Berlicche ) e per  Le Cronache di Narnia , una delle saghe fantasy più amate del XX secolo. Fu anche membro degli  Inklings , il celebre gruppo di discussione letteraria a cui partecipò anche  J.R.R. Tolkien , con cui intrattenne un rapporto complesso ma fondamentale per la nascita del fantasy moderno. Lewis, convertitosi al cristianesimo in età adulta, amava fondere la narrativa fantastica con elementi teologici e simbolici. Le sue opere, pur rivolte anche a un pubblico giovane, sono attraversate da riflessioni profonde su bene, male, r...

Parker Pyne Indaga

  Parker Pyne indaga Agatha Christie Traduzione di Maria Grazia Griffini 1934 Mondadori 206 pagine 4/5 ⭐ AgathaChristie , la regina del giallo. In questa raccolta di racconti Agatha Christie ci mostra una società in crisi, in particolare quella borghesia inglese degli anni Trenta fatta di matrimoni spenti, vite troppo comode e ricerca di emozioni. Non so quanto ci sia di autobiografico, ma i suoi personaggi sembrano animati da un forte desiderio di evasione e avventura, spesso attraverso viaggi, identità fittizie e piccole messe in scena — vi ricordate quando, per qualche tempo, la stessa Agatha Christie sparì nel nulla? Nella seconda parte della raccolta, ambientata soprattutto in Medio Oriente, emerge invece il fascino dell’esotico tipico della Christie di quegli anni: luoghi lontani che diventano spazi di mistero, reinvenzione e libertà personale. Questa è una raccolta di dodici racconti: Il caso della moglie di mezz’età; Il caso del militare scontento; ...

Sempre Caro - Marcello Fois

📘 Sempre caro – Marcello Fois (1998) Einaudi, 124 pagine – Premio Scerbanenco 1998 ⭐️ 3,5/5 Marcello Fois è una delle voci più rappresentative della letteratura sarda contemporanea. Nato a Nuoro nel 1960, è autore di romanzi, racconti e testi teatrali in cui la Sardegna diventa teatro di vicende universali, sospese tra memoria, giustizia e identità. Negli anni Novanta è stato tra i fondatori del collettivo “mama Sabot” , gruppo di scrittori che si proponeva di rinnovare il noir italiano fondendolo con la realtà sociale e politica del Paese. Con Sempre caro , vincitore del Premio Scerbanenco 1998 (riconoscimento dedicato alla narrativa noir e di investigazione italiana), Fois consolida il suo stile asciutto e poetico, in bilico tra introspezione e tensione narrativa. La figura dell’avvocato Bustianu, protagonista del racconto, inaugura una serie di storie che, pur muovendosi nel solco del giallo, diventano occasione per indagare l’anima della Sardegna di fine Ottocento: un mondo arc...