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Il segno dei quattro

Titolo: Il Segno dei Quattro
Titolo originale: The Sign of Four
Autore: sir Arthur Conan Doyle
Editore: Bantam Classic
Anno: 1890
pagine: 114 
genere: Giallo
voto: 4/5
Bio: Il suo primo successo fu 'Uno studio in rosso' che fu pubblicato sul Beeton's Christmas Annual del 1887. 
In seguito alla pubblicazione del Il segno dei quattro nel 1890, lasciò la medicina per dedicarsi completamente alla scrittura. (continua qui








Sherlok Holmes ha un carattere particolare. La sua mente ha bisogno di costanti stimoli per non cadere in depressione. Così, quando non ci sono casi da risolvere, il nostro investigatore si rifugia nelle droghe: "morfina o cocaina stavolta?" si informa il dott. Watson, sempre più irritato da questo malsano comportamento. 
Ma finalmente arriva un nuovo cliente: la signorina Mary Morstan vuole ritrovare suo padre da tempo scomparso, e che forse, le invia dei regali. 
Il caso si rivela tanto complicato da mettere a dura prova anche le straordinarie  capacità analitiche di Sherlock Holmes e la spiegazione finale vi lascerà certamente alquanto stupiti. 


Una volta eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità

Si approfondisce la nostra conoscenza di Sherlock che si rivela essere un profondo conoscitore della letteratura e non interessato alle donne in quanto 


L'amore è un'emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto
Di certo Watson non abbraccia la stessa filosofia di Holmes visto che presto sposerà la giovane e bella Mary Morstan. Non ho idea di come all'epoca ci si potesse innamorare così perdutamente in così poco tempo, ma ai due è bastato uno spavento per accorgersi di amarsi e voler passare il resto della vita insieme. 

Sono rimasta un po' delusa dal fatto che stavolta, a far finta di investigare ci fosse un nuovo agente di Scotland Yard e non Gregson o Lestrade. 
Athelney Jones non sembra molto più sveglio di loro, comunque. 

I colpi di scena non mancano e durante la lettura, mi sono sentita spesso solidale con Watson perché, sebbene tutto ci viene descritto nei minimi dettagli, non è semplice arrivare alle stesse conclusioni di Sherlock prima che lui ce le spieghi. 
Inoltre, devo essere sincera: questo secondo romanzo mi è piaciuto meno del primo. Non lo so, sarà dovuto al fatto che dopo i primi tre capitoli l'abbia momentaneamente riposto per leggere altro o allo stallo nelle indagini dopo un primo momento in cui tutto sembrava fin troppo facile. 
Nonostante questo, resta un giallo di alta qualità che vi consiglio di recuperare se ancora non l'avete letto. 



Recensione di Uno Studio in Rosso qui


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