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Nero Ananas

Nero Ananas
Valerio Aiolli
Voland
2019
346 pagine
Narrativa
Voto: 4.5/5











Gli anni settanta sono stati costellati di violenza e terrorismo, tanto da essere soprannominati "anni di piombo". 
Gli avvenimenti successi sono talmente tanti e così complessi che quando ho iniziato il libro sapevo molto poco. 
Ciò che si ricorda maggiormente è la Strage di piazza Fontana, a Milano, in cui fu fatta esplodere nella Banca Nazionale dell'Agricoltura, una valigetta il 12 dicembre 1969. Questa è l'azione che causò più morti e feriti (17 morti e 88 feriti) e quindi di maggiore impatto. 

Gli attentati terroristici di quel giorno, però, furono cinque, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, e colpirono contemporaneamente Roma e Milano, le due maggiori città d'Italia. A Roma ci furono tre attentati che provocarono 16 feriti, uno alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, uno in Piazza Venezia e un altro all'Altare della Patria; una seconda bomba venne ritrovata inesplosa in piazza della Scala a Milano.
I mandanti di questi attentati appartenevano a Ordine Nuovo, un gruppo politico di estrema destra ma inizialmente, vennero accusati gli anarchici: Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda in primis ma anche altre persone furono arrestate ingiustamente. 
E poi le morti, apparentemente accidentali, dei vari testimoni. 

La strage di Peteano, vicino Gorizia dove persero la vita i carabinieri Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni che furono attirati con l'inganno a una Cinquecento che conteneva una bomba nel cofano. 

E le Olimpiadi di Germania 1972 in cui morirono nove atleti, cinque terroristi e un poliziotto tedesco. 

E infine, o quasi, la Strage della Questura di Milano, il 17 maggio 1973,  in conseguenza del quale 4 persone persero la vita e 52 rimasero ferite.

Queste sono solo una parte delle tante vicende che sono successe in quegli anni e, ammetto, la maggior parte la ignoravo. 

Questo libro è un continuo stimolo alla ricerca e all'approfondimento, sia per i personaggi celati ma che grazie ai tanti indizi si riescono a capire, sia per tutto ciò che con grande maestria ci viene raccontato. 

E poi c'è tutto un capitolo politica, altro grande buco nero. Nel 1972, anno della strage di piazza Fontana, il presidente del consiglio era Mariano Rumor, appartenente alla Democrazia Cristiana; mentre il presidente della Repubblica era il socialdemocratico Giuseppe Saragat. 

Il romanzo segue queste vicende attraverso vari personaggi che possiamo riassumere in tre categorie: politica, attentatori e persone normali. 
Devo confessarvi che io ho preferito la parte del ragazzino senza nome perché più semplice anche se non meno problematica. Era la voce degli anni settanta: i giornali, Sanremo, i dischi rock, Rischiatutto, la pubblicità. E poi i viaggi in Calabria dal cugino Antonio nel periodo delle proteste popolari, ci descrivono un clima di alta tensione. 

Sinceramente il libro mi ha dato talmente tanto che non me la sento di soffermarmi sugli aspetti negativi, per certi romanzi bisogna passarci sopra e questo è uno di quelli. 

Mi scuso per la recensione un po' disordinata ma mi è venuta così. 
Spero di avervi incuriositi abbastanza e di avervi dato anche delle basi da cui partire per poterlo leggere se non amate fare ricerche e interrompere la lettura per capire di cosa e chi si sta parlando. 


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