Passa ai contenuti principali

Pagina Facebook

FACEBOOK

Instagram

INSTAGRAM

L'aria della settimana #19

 6 - 12 maggio



Cari lettori, 

Come sono andate le vostre letture questa settimana? 

Io ho letto i primi tre libri del mese: 

La mia Ingerborg di Tore Renberg. Non dirò molto perché è breve e non voglio rovinarvi la sorpresa che io stessa, non sapendo quasi nulla sulla trama, ho avuto. Ora, non ho mai pensato che potesse vincere lo Strega europeo però, se vi piacciono gli scrittori nordici stile Karl Ove Knausgard (i due sono amici, facevano parte dello stessa band: lui cantava e Karl Ove suonava la batteria), con quei racconti incentrati più sulla psicologia dei personaggi che sulla trama, questo è certamente il libro che fa per voi.

3,5/5

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani. Continuo a leggere i libri di Terzani perché sono un mix di racconti di viaggio, paesaggi, storia e cultura del posto ma anche aneddoti sulle persone incontrate che fanno da fil rouge a tutto il libro. Non è stato facile per Terzani riuscire a spostarsi senza mai prendere l'aereo e perciò gli Stati visitati sono tutti più o meno vicini tra loro: Laos, Malesia, Thailandia, Sri Lanka, Birmania/Myamar. A parte le difficoltà dovute al trovare mezzi alternativi all'aereo, si indaga anche il tema della contrapposizione tra misticismo orientale e razionalità occidentale; tra la modernità che gli occidentali vogliono esportare in tutto il mondo contro il diritto di vivere in mezzo a una natura selvaggia e incontaminta anche se "arretrata" e isolata dal resto del mondo. Questo è un tema quanto mai attuale: quanti danni arrecano i turisti ai luoghi? Può il denaro che portano giustificarli? 

4/5




Anne di Avonlea di Lucy Maud Montgomery. È sempre un piacere tornare ad Avonlea e ritrovare vecchie amiche e fare nuove conoscenze. A parte un certo ragazzino veramente insopportabile, tutti gli altri sono stati delle belle sorprese: il finto burbero signor Harrison, e i due sognatori, anime affini di Anne, Paul Irving e la signorina Lavendar. Non mancano le sfide e le situazioni imbarazzanti in cui Anne continua a cacciarsi ma anche pagine di "pura poesia e qualcuna in prosa" (questa la capirete quando leggerete il libro). 

4,5/5 perché Anne di Tetti Verdi rimane il mio preferito. 

In lettura: 

Confessioni di una maschera di Yukio Mishima che non sto amando. È la storia di un ragazzo che per i tempi in cui vive è costretto a celare la sua identità ma contemporaneamente è lui stesso ad imparare a conoscersi. 

Di notte tutto è silenzio a Teheran di Shida Bazyar, candidato al premio Strega europeo 2024. Siamo nel 1979 e Behsad, il nostro ptotagonista, è un giovane rivoluzionario laico. Lo scià è stato cacciato e i mussulmani vogliono prendere il potere. Trovo, invece, questo romanzo molto interessante e ben scritto. 


Lunedì sono stati assegnati i premi Pulitzer. Quello per la narrativa l'ha vinto Night Watch di Jayne Anne Phillips: è la storia di una madre e una figlia che si rifugiano in un manicomio durante la guerra civile americana. 

Il Premio Strega europeo 2024, invece, è stato vinto da Neige Sinno con Triste Tigre. È la storia di una donna che, dopo vent'anni, trova la forza per raccontare gli abusi subiti da bambina. Neige Sinno è nata in Francia ma ora vive in Messico. Con Triste Tigre ha vinto parecchi premi in Francia. 

Vado avanti, molto lentamente ma ormai ci sono quasi, con la lettura degli estratti dei candidati al Premio Strega:

Nella stanza dell'imperatore di Sonia Aggio. Romanzo storico come si può intuire dal titolo, narrato in terza persona. È la storia di un soldato semplice che combatte accanto a il valoroso generale Niceforo, Giovanni Zimisce, orfano, cresciuto con gli zii materni, i Foca, che sono in lotta con la famiaglia paterna, i Curcuas. Pur non essendo il mio genere, devo dire che lo stile di scrittura è talmente coinvolgente che se passa in cinquina, potrei farci un pensierino. 



Oggi, domenica 12, è il compleanno di mia mamma ma non solo: è anche la festa della mamma. Ho pensato alla mia personalissima lista di madri della letteratura. 

Scarlett O'Hara (Via col vento, Margaret Mitchell) rispecchia tutte quelle donne che sono madri loro malgrado, che se ne curano poco e certamente i propri figli non sono al primo posto nella scala delle priorità. Anche se la figlia di Rhett inconsciamente l'ha amata molto. 

Marilla Cuthbert (Anne di Tetti Verdi e seguenti di Lucy Maud Montgomery) invece è una madre adottiva severa ma giusta. Lei è tanto pragmatica quanto Anne è una sognatrice e forse è una fortuna per Anne che ha bisogno di mettere i piedi per terra ogni tanto. 

Sunja (Pachinko, la moglie coreana di Min Jin Lee) una madre disposta a scendere a compromessi pur di dare ai figli una vita migliore. 

Bonaria Urrai (Accabadora di Michela Murgia). Una madre sui generis: prende a casa sua la bambina più piccola di una compaesana bisognosa di aiuto e le insegna cosa sia la pietà intesa come compassione. 

Marilyn Monroe (Blonde di Joyce Carol Oates). Ho pensato di includere, con questo personaggio, anche tutte quelle donne che desiderano essere madri. 

Violeta (Violeta di Isabel Allende) è una donna pronta a rialzarsi nonostante le difficoltà, indipendente, riesce a crescere i suoi figli anche senza il loro padre. 

Leda (La figlia oscura di Elena Ferrante). Ad essere oscura, qui, più che la figlia è certamente questa madre che sceglie se stessa e va via di casa ma poi si sente in colpa per aver lasciato le sue bambine e torna indietro. Anni dopo al mare, la vista di una mamma amorevole con la sua bambina, scatena in lei una strana ossessione. 



La mia settimana è stata occupata principalmente dall'Eurovision tra ascolto delle canzoni, visione delle tre serate e polemiche annesse compresa una squalifica perché altrimenti non ci sarebbe gusto. L'Eurovision vorrebbe essere un contest di musica totalmente apolitico ma la politica è vita e quindi l'Eurovision è in realtà una competizione altamente politicizzata. Come al solito, le mie canzoni preferite non passano mai il turno ma la delusione più grande è stata sicuramente non arrivare nella top 5 con Angelina. E poi, diciamolo, la canzone vincitrice non è affatto bella. 



Serie Tv:

Baby Reindeer, 1x02. Non riesco a guardare più di una puntata per volta perché è veramente disturbante. Capisco che a volte respingere gentilmente una persona non sia facile ma, dopo un po', credo valga la pena di rischiare di essere rudi pur di farsi definitivamente capire. 

Sono molto triste per la fine di Pechino express però, d'altro canto, non c'erano più coppie da tifare: i miei preferiti sono usciti tutti presto. Chi ha vinto voleva vincere a tutti i costi "no matter what" e quindi ce l'hanno fatta; buon pro gli faccia. Speriamo l'anno prossimo in concorrenti un po' più sportivi ma soprattutto televisivi, che rendano il gioco più godibile anche per i telespettatori perché se il gioco diventa troppo facile non c'è gusto. 

Ho terminato anche la 5° stagione di The Rookie. Ci lasciano col fiato sospeso, ahime. Mi sono lamentata, qualche settimana fa, perché stavano trascurando Aaron: mi pento e mi dolgo. Mi piace molto la sua amicizia con Celina, mi piacerebbe vedere qualcosa in più in futuro. Angela che lavora anche se in travaglio è la mia personaggia preferita. 

Giovedì è uscito Bodkin serie prodotta dagli Obama. Consta di 7 episodi ed è un mix tra thriller e commedia. La serie parla di un gruppo di podcaster (un podcaster, la sua assistente ricercatrice e una gionalista costretta a unirsi a loro dal suo capo, per la precisione) che investiga sulla scomparsa di tre ragazzi in una cittadina irlandese, Bodkin, appunto. Ho visto solo il primo episodio ma sicuramente continuerò. Non c'è comicità dentro, non è demenziale, ha solo dei momenti più distensivi. Questo mi pare giusto specificarlo perché ho letto dei commenti in cui ci si lamentava di questo. Non voglio sbilanciarmi ancora su commenti quindi ci aggiorniamo la prossima settimana. 

Qui il trailer in lingua originale  della serie

e questo se preferite in italiano



Sellerio ha una promo 2 libri a 10 € secondo una loro selezione e fino a esaurimento scorte. Io sono seriamente tentata, in vista dell'estate, di fare incetta di gialli. E voi? 

Aria di libri è anche su Telegram! Parliamo un po', raccontami. 


Questo è tutto gente, ci si legge la prossima settimana


I. 





Commenti

Post popolari in questo blog

Il leone, la strega e l'armadio - Cronache di Narnia #1

📚 Il leone, la strega e l’armadio C.S. Lewis – Le Cronache di Narnia #1 – 1950 – 139 pagine – Mondadori Audiolibro  3h 44min (YouTube, letto da Gli Ascoltabili) ⭐️ 4/5 Clive Staples Lewis  nasce a Belfast nel 1898. Fu scrittore, accademico e teologo, docente di letteratura inglese all'Università di Oxford e poi a Cambridge. È noto soprattutto per la sua opera di apologetica cristiana ( Mere Christianity ,  Le lettere di Berlicche ) e per  Le Cronache di Narnia , una delle saghe fantasy più amate del XX secolo. Fu anche membro degli  Inklings , il celebre gruppo di discussione letteraria a cui partecipò anche  J.R.R. Tolkien , con cui intrattenne un rapporto complesso ma fondamentale per la nascita del fantasy moderno. Lewis, convertitosi al cristianesimo in età adulta, amava fondere la narrativa fantastica con elementi teologici e simbolici. Le sue opere, pur rivolte anche a un pubblico giovane, sono attraversate da riflessioni profonde su bene, male, r...

Librini di compleanno 2025

  Cari lettori, un altro compleanno è arrivato. Non è mai una giornata che attendo con ansia, ma i libri restano sempre il modo migliore per tirarmi su di morale. Per fortuna, nella mia vita ci sono persone che lo sanno bene. Quest’anno ho scartato cinque volumi e uno zaino: tre di questi libri sono targati Einaudi , arrivati insieme alla mia nuova cabin bag! 🎒📚 📖 Il primo libro, American Psycho di Bret Easton Ellis È una storia che conosco già, perché ho visto il film. La sorpresa del finale non ci sarà, ma sarà affascinante scoprire un autore amatissimo che non ho mai letto prima, e osservare le differenze tra cinema e letteratura. Siamo nella frenetica New York degli anni ’80, dove Patrick Bateman, yuppie di successo, conduce una doppia vita: brillante e patinata in superficie, oscura e violenta nel profondo. 📖 La strada – Cormac McCarthy Questo sarà forse il titolo che più mi mette alla prova. McCarthy mi ha sempre intimorito per il suo stile scarno e particolare, ma i ...

La follia nei romanzi - 9 consigli di lettura

  Esplorando il tema del doppio con le mie letture ( qui il post dedicato dello scorso anno), ho notato che spesso si mescola a quello più ampio della follia. Ma cos’è la follia? E come viene esplorato il tema nella letteratura? Intanto, parliamoci chiaro: follia è un termine generico e ormai obsoleto per parlare di disturbi mentali. Oggi fortunatamente disponiamo di un linguaggio più preciso e di una sensibilità diversa, che permette di affrontare questi temi con meno paura e più consapevolezza, man mano che informazione e discussione fanno cadere i tabù. Quello che mi interessa in questo post, però, è guardare indietro: tornare a quando pregiudizio e ignoranza, ma anche curiosità e timore, dominavano la società e si riflettevano nelle storie. In quel contesto, la cosiddetta “follia” era spesso rappresentata come mistero, deviazione, a volte perfino come attrazione irresistibile. È il caso dei nove titoli che ho pensato di proporvi come letture ottobrine. La follia come pass...