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Libri di Aprile



  • Harry Potter and the sorcerer's stone by J.K. Rowling

Primo libro della saga del maghetto con la cicatrice sulla fronte, letto in inglese come potete capire dal titolo con l'aiuto dell'audio libro per una pronuncia corretta. Il libro inizia con un prologo in cui il mondo magico festeggia la sconfitta di colui-che-non-deve-essere-nominato (Voldemort) e un piccolo bambino di nome Harry Potter che gli è sopravvissuto. Harry verrà affidato a sua zia, la sorella della mamma, Petunia che vive insieme a suo marito Vernon e suo figlio, dell'età di Harry, Dudley in Privet Drive n 4. Nei primi 11 anni della sua vita insieme alla famiglia Dursley, Harry non avrà vita facile; i Dursley infatti non accettano la magia e trattano Harry come se fosse un peso, la sua camera da letto è un ripostiglio, non si festeggia il suo compleanno e indossa solo gli abiti smessi di suo cugino Dudley, un ragazzino molto più grasso di lui. Nemmeno Dudley nutre una forte simpatia per Harry, anzi lo odia e lo utilizza come sacco da boxe ogni volta che riesce a prenderlo. Ma Harry è un ragazzo speciale e ben presto riceverà la lettera che annuncia la sua ammissione a Hogwarts, la scuola di magia e stregoneria. 

Come non amare questo libro? Scrittura scorrevole, scritto per bambini e adolescenti ma niente affatto banale tanto che risulta piacevole anche per i più grandi. Sono rimasta affascinata dalla scuola di magia fin dal primo momento in cui Harry vi mette piede, anzi ancor prima dal mondo magico in viaggio sul treno per Hogwarts. 
Beh si, da buona golosa mi hanno attirato le varie caramelle e cioccolatini: "cioccorane" che contengono le figurine dei più famosi e pontenti maghi, e dalle "gelatine tutti i gusti + 1" che hanno veramente tutti tutti i gusti. I personaggi poi sono uno più interessante dell'altro; dai suoi amici Hermione e Ron, ai i gemelli Fred e George, ai professori: Piton così ambiguo, la McGranitt buona ma severa e il mitico Albus Silente un po' rimbambito a prima vista ma sempre attento a tutto ciò che accade all'interno delle mura della scuola. 



  • 1984 – George Orwell 

Orwell è stato uno dei più lucidi saggisti del suo tempo. E' un maestro che tramite le favole (La fattoria degli animali) ammonisce a non credere alle favole, che stimola a mantenere sempre alta la coscienza e lo spirito critico, a dubitare delle rivoluzioni pur ritenendole necessarie, a dubitare del nostro stesso pensiero, perché potrebbe essere condizionato dal linguaggio (la neolingua di 1984) costruito apposta per incarcerare la nostra mente. Ed è severo perché ci punisce subito, mostrando le devastazioni provocate dal sonno della ragione.
Libro da leggere almeno una volta nella vita, e perché no?! A scuola. Romanzo distopico in cui ci si trova in un ipotetico futuro dove il mondo è governato da tre grandi potenze e diviso in altrettanti continenti o super-stati: Eurasia, Estasia e Oceania, in perenne guerra tra loro. Il protagonista di questa storia è Winston Smith, un uomo di 39 anni che lavora al Ministero della Verità (Miniver) dove si occupa di “riscrivere” la storia per rendere veritiere le previsioni del partito e sempre vittorioso e forte il capo del partito, ovvero il Grande Fratello, personaggio che nessuno ha mai visto. Si innamora di Julia, nonostante il partito lo vieti, una ragazza molto più giovane che contesta il partito come lui, ma che si conforma alle regole imposte per aver salva la vita. Tutti i cittadini sono costantemente osservati da degli schermi all'interno delle abitazioni e dalla psicopolizia (il reato del pensiero sovversivo era severamente punito) nelle strade. 

Impossibile mentre si legge il libro non chiedersi se in qualche modo la società descritta da Orwell possa in qualche modo avere delle similitudini con la nostra società, pensate ad esempio alle testate giornalistiche palesemente schierate con l'uno o l'altro partito che diffondono notizie discordanti a proprio piacimento. 
Il libro di Orwell è un monito: l'insidia del totalitarismo è sempre in agguato, la Storia è ciclica, continua a ripetersi, tendiamo a dimenticare il passato e i nostri istinti, la smania di potere, e le crudeltà di cui è capace l'uomo non tramonteranno mai. 



  • Braccialetti Rossi – Albert Espinosa

Albert Espinosa autore del libro, è stato malato di cancro per ben 10 anni: dai 14 ai 24 anni. Durante questi anni dentro e fuori l'ospedale, Albert fa quelle che lui stesso chiama 23 scoperte, che non sono altro che dei “lezioni di vita”. Nella seconda parte del libro invece, Espinosa ci parlerà del mondo gilallo e di come poter riconoscere un giallo quando lo si incontra. 
E' un libro sorprendente, il tema della malattia viene affrontata in modo quasi gioioso, e l'ironia dell'autore è assolutamente coinvolgente. Non mancano ovviamente gli spunti di riflessione, un libro da leggere. 




  • Vanessa e Virginia – Susan Sellers

E' la storia della scrittrice Virginia Woolf e di sua sorella, la pittrice, meno famosa, Vanessa Bell. La voce narrante è quella di Vanessa ed è raccontata come un flusso di pensieri della pittrice, dopo la morte tragica della sorella Virginia. Vediamo le due donne crescere, sposarsi, avere figli, amanti, affrontare lutti e malattie attraverso le parole di Vanessa, ma la sensazione è quella di osservare un quadro che ritrae stralci di vita delle due sorelle, pur non mancando quell'intimità e quel pathos tipico di un diario. Il rapporto tra le due è quello, credo, tipico tra due sorelle: complici ma anche gelose e in continua competizione l'una con l'altra ma assolutamente dipendenti e legate da un affetto indissolubile. 
L'epilogo è quello che tutti conosciamo, il suicidio di Virginia Woolf. 

"Carissimo,
sento con certezza che sto per impazzire di nuovo. Sento che non possiamo attraversare ancora un altro di quei terribili periodi. E questa volta non ce la farò a riprendermi. Comincio a sentire le voci, non riesco a concentrarmi. Così faccio la cosa che mi sembra migliore. Mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso per me tutto ciò che una persona può essere. Non credo che due persone avrebbero potute essere più felici, finché non è sopraggiunto questo terribile male. Non riesco più a combattere. Lo so che sto rovinando la tua vita, che senza di me tu potresti lavorare. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco nemmeno a esprimermi bene. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo a te tutta la felicità che ho avuto nella mia vita. Hai avuto con me un’infinita pazienza, sei stato incredibilmente buono. Voglio dirti che – lo sanno tutti. Se qualcuno avesse potuto salvarmi questo qualcuno eri tu. Tutto se ne è andato via da me, tranne la certezza della tua bontà. Non posso più continuare a rovinarti la vita.
Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.
V. "

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